Alice attraverso lo Specchio

#GiornoVentidue

Arriva la mattina, il risveglio con calma e con gli occhi ancora gonfi di sonno. Arriva la dottoressa , dopo averti visitato e dopo aver controllato che tutti gli esami fossero a posto e mi dice: ” Cara, pronta per tornare a casa???”
– Tornare a casa?
– si, oggi . dopo l’ultima dose di antibiotico, nel primo pomeriggio vai a casa
– oggi? sul serio???
-si, perchè ti dispiace?
Mi girava la testa per l’emozione, devo ancora capire bene, che posso avvicinare la mano allo specchio per poterlo attraversare, finalmente per correre dalla mia bimba, per correre da Davide, per riprendermi la mia casetta e la mia vita.
Riempo lo zaino di sogni e progetti, riempio il cuore di emozioni nuove e di ricordi meravigliosi.
Nello specchio ci sono persone meravigliose, che corrono per noi pazienti e fanno si che nonostante la sofferenza non manchino i sorrisi.
Ringrazio per prima la mia ematologa, la dottoressa Salvi, che è stata la mia roccia, e il mio angelo in questo tortuoso anno, che mi ha accompagnato ad ogni chemio, e che nonostante la pensione è venuta a trovarmi qui in reparto mantenendo quella promessa fattami all’ultima infusione di chemio in day hospital.
Rigrazio tutti i medici, la dottoressa De Paoli, la dottoressa Corsetti, la mia dottoressa Zanni (la mia nuova ematologa), la dottoressa Giai, il dottor Zaglio, la dottoressa Pietrasanta (che ogni volta che sento il suo nome , ricordi della mia adolescenza riaffiorano alla memoria, visto che il suo babbo è stato il mio preside) il dottor Monaco, che ho dovuto imparare a chiamare per nome, perchè per me rimane lo stesso con quel soprannome strambo (non lo dico) che con me giocava di ruolo e veniva a bere la birra alla sera, il primario, il dottor Ladetto.
Le fantastiche infermiere, tutte, Elena, Elena, Francesca, Francesca, Irene, Jenny, Maria, Debora, Patrizia, Rosanna, Elena (cominciano ad essere troppe le elena),Mirella Ely ( reincontrata dopo anni e anni, il mondo è proprio strano), la caposala Annarita, (se ho dimenticato qualcuna non vogliatemene) sono state delle amiche meravigliose in questo percoso, perchè hanno sopportato davvero tanto e me nelle peggio condizioni e corrono a destra e a sinistra per ogni dove per far stare bene noi pazienti.
Le magiche oss, Alessia, Elena, Tiziana, anche loro sempre di corsa e sempre con la voglia di strapparc un sorriso.
Il reparto è un reparto strano, chiuso,, per l’incolumità dei pazienti, ovviamente, ma è un reparto meraviglioso dove i pazienti sono al primo posto e tutti si muovono per farci stare meglio e per farci trascorrere il tempo qui nel migliore dei modi possibili. C’è una parte di me che di questo specchio vorrebbe dimenticare tutto, vorrebbe che il tempo riprendesse dal 10 aprile perchè 22 giorni lontana dalla mia Mela sono stati davvero tanti e duri. C’è , però una parte di me, che di questo specchio non vuole dimenticare nulla, soprattutto i sorrisi, la pazienza e la voglia di vivere che traspare dai muri. Ogni tanto andavo nel salottino, e leggevo le dediche dei pazienti che i hanno preceduta, riconoscendo pure un paio di volti e con la speranza di poter metterci anche la mia piccola impronta.
Ringrazio i miei amici di sempre, che hanno avuto la pazienza di aspettarmi al di là dello specchio, capendo che non ero proprio in condizioni di ricevere visite o sentire gente, perchè non ne avevo proprio voglia. E quelle poche Amiche e Amici che sono venuti a tenermi un pochetto di compagnia.
Ringrazio il dottor “zio” Vittorio che tutte le volte che poteva era qui a salutarmi e a vedere come stavo.
Ringrazio la mia mamma, che h fatto i tour de force per potermi stare vicino e poterci aiutare a casa con la bimba. E povera, non sono di compagnia quando lei veniva li, ma non saprei cosa raccontarle, visto che l’unica cosa che vedo è il mio muro giallo davanti al vetro.
Ma ringrazio soprattutto la mia bimba e Davide, che hanno tenuto sempre stretta la mano di mamma per tenermi stretta e salda alla via da percorrere, che sono stati la luce quando ero nel profondo degli abissi e faticavo a risalire. Loro il mio NORD, ora la bussola sbarella, perchè la felicità è davvero troppa. Ora mi godo ancora un po’ di riposo e metto ordine tra i pensieri per potermi godere il momento in cui attraverso lo specchio e posso riabbracciare la mia Mela e il mio Matto.
GRAZIE!

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