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Alice attraverso lo Specchio

Il ritorno alla “normalità”

Finalmente si torna , poco alla volta, alla normelità, dopo il trapianto di midollo.
Non credevo sarei stata pronta a scrivere questo post così in fretta ma sto rielaborando ora il mio percorso con il trapianto allogenico. Rimango fermamente convinta che alcune cose non si debbano raccontare, e non lo farò, ma altre pian piano vengono fuori, ed è giusto che se ne parli.

Il Dono



Partiamo come prima cosa dalla parte più “bella” del trapianto. Io il 24 luglio (data a cui sono molto legata) ho ricevuto un dono immenso dalla mia mamma. Mamma che già 36, anzi quasi 37, anni fa mi diede la vita. Si vede che una volta non bastava, e si sa io sono decisamente esigente.

Così la mia mamma mi ha donato il midollo. Facile è tua mamma?!? Certo facile, ed è vero è mia mamma, vero che ora, anche con la compatibilità al 50% si fanno trapianti da consanguinei parzialmente compatibili. Eppure non tutti come me hanno la fortuna di avere questo dono immenso da una persona vicina.


Il dono del midollo qui in Italia è completamente segreto. Anonimo sia per il donatore che per il ricevente ( a meno che non sia un genitore o un fratello). Su questa parte si aprirebbe un lunghissimo discorso di bio-etica. Che io non saprei nemmeno affrontare. Io so a chi devo dire grazie . Ho amici che si portano nel cuore un “gemello genetico” di cui non sanno  nulla. La loro gratitudine, per questa persona sconosciuta, è immensa,  forse addirittura più della mia.

Il regalo della mia Mamma


Il dono di mia mamma per lei pare scontato, per me no. Non siamo quelle che si dicono ti voglio bene, io la sua presenza la vivo come il pesce (3 giorni sono fin che mai. Figurarsi dover dipendere da  lei tre mesi)., perchè questo è successo.

Mia mamma ha fatto una cosa enorme: permettermi di vedere Mela crescere. Poter addormentarmi accanto ai miei Amori grandi consapevole che il domani sia lì ad attendermi. Potermi arrabbiare per le cavolate, Poter accendere i fornelli e cucinare qualcosa. Potermi di nuovo mettermi a scrivere, e (si spera presto) poter tornare a scuola a fare il mio lavoro.


Quando quelle piccole goccioline rosse scendevano dalla canula della flebo, pensavo a quanto sarebbe stata dura, in fondo ne ero cosciente. Pensavo anche a che fortuna era avere quel dono dal color rosso che mi avrebbe permesso tutto questo. Pian piano che passa il tempo, il mio nuovo midollo, mi permetterà sempre di più.
Cose da nulla? E si … stic****!

Alice ri-Attraverso lo Specchio

Riattraversare lo specchio, sapendo che il mio soggiorno in isolamento nell’hotel a mille stelle sarebbe stato di nuovo faticoso, più lungo (il primo ricovero alla fine furono solo 3 settimane) non è stato facile.
Sapere di dover stare separata da Mela e da Davide era la cosa che mi straziava il cuore, ma non potevo esimermi dal doverlo fare.


Ci sono stati giorni in cui mi maledicevo appena sveglia. Chiedendomi perché avessi fatto di nuovo il trapianto, ci sono stati giorni talmente neri che non riuscivo nemmeno a parlare , e manco ne avevo voglia.


Mi sono isolata, niente social, niente blog, niente comunicazioni con il mondo esterno.
Misuravo parole, le persone con cui parlavo erano pochissime. Anche una volta dimessa e a casa questa cosa è durata finché io non sono stata pronta.
E anche a casa, a parte con Mela non ero il massimo della simpatia.


Ricomincio a scrivere ora, ricomincio a riprendere, adesso, in mano le mie passioni. Almeno quelle che non possono farmi male, certo ci sono cose VIETATE e pericolose che pian piano diventeranno di nuovo concesse e normali.

GRAZIE all’ Ematoallegria



Però, c’è un però: medici, infermiere, oss, cuoche (poverine sono quelle che maltrattavo di più, perché io e il cibo abbiamo smesso di amarci per un bel po’), sono la mia sicurezza. Se sono qui, se sto bene è merito loro. GRAZIE è una parola troppo piccola. Come vi ho raccontato: loro sono la mia terza famiglia. è vero sarebbe stato meglio non conoscerla; ma per merito loro adesso mi sento abbastanza bene e per me quel posto rimane un posto sicuro e pieno di gioia, nonostante tutto.
Non a caso è l’ematoallegria. Nonostante il periodo buio: i loro sorrisi e le loro parole e il loro prendersi cura di me sono stati fondamentali per la mia rinascita.

Sono tornata e sono VIVA



Non ho una vita perfetta: sentirsi dire a 34 anni, con una Melina di 5 mesi HAI IL CANCRO è terribile. Doverci combattere per due anni e mezzo, ormai quasi 3, dover fare conti con paure indescrivibili, dolori forti non si può definire fortuna. Però sono VIVA!!! Piano piano sta tornando tutto alla normalità, certo la paura è ancora fortissima, ma posso gioire di una notizia splendida : LA PET è PULITA!!!!
Quindi almeno il capitolo Marla è chiuso! Ora posso tirare un bel sospiro di sollievo. Per il resto, a piccoli passi affronteremo tutto, per mano dei miei Amori grandi. Consapevole dell’ immensa gratitudine a chi c’è stato: alla mia mamma, a Marito e Mela, a tutta l’Ematoallegria, agli Amici di ieri, oggi e di domani.




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