Alice nel Paese delle Meraviglie La Maestrina dalla penna rossa

La Pedagogia dei Genitori: Primo incontro

Lunedì pomeriggio sono tornata a scuola per partecipare al primo incontro della Pedagogia dei Genitori nella mia classe quarta.
Un progetto meraviglioso che vede mamme e maestre in cerchio a parlare dei propri figli, nel caso di insegnanti  (perché si presuppone che i genitori dei bimbi abbiano figli) che non hanno figli si parla dei genitori. 
Per noi maestre è un modo di vedere sotto una luce diversa i nostri bambini (certo perchè non sono solo i nostri alunni, ma proprio i nostri bambini) e anche per i genitori, credo, di vedere noi maestre sotto altre sfumature. 

Ci sono due regole fondamentali :  telefoni spenti, nessuna distrazione e massima attenzione, anzi più ascolto che attenzione, verso chi parla.
Si parla uno per volta seguendo l’ordine orario o antiorario, e chi non se la sente di parlare può “passare” il turno per parlare successivamente. Nessuno può interrompere o commentare mentre uno di noi parla. 
L’ argomento di lunedì è stato: descrivere  tre caratteristiche positive dei nostri figli, o tre “doni” ricevuti dai propri genitori. 

Ed ora?? devo parlare IO?

Io non posso discernere il mio essere Mamma dal mio essere Figlia. Nel momento in cui sono diventata mamma, ho dovuto riscoprirmi figlia. Appena nata Mela i sintomi, anche se non li vedevo, c’erano tutti. Capisco ,solo ora che mamma fosse un po’ preoccupata .  Nel giorno in cui ho detto a mia figlia che mamma aveva un cancro, ho dovuto dire alla mia Mamma che sua figlia aveva un linfoma. Con la mamma, in quella telefonata ho usato la parola linfoma,  per prendere tempo, come si fa a dire alla propria mamma che tu hai un cancro?

Melina

Ebbene dopo la premessa iniziamo: tre note positive di Mela.
La prima lei è il mio punto di riferimento, lei è il motore della mia vita. Tanti anni prima vedendo morire prima la mia bisnonna, e poi mio nonno per un tumore avevo ben chiaro il mio piano d’attacco: mi faccio la vacanza dei sogni ad Amsterdam e poi lì ci rimango. L’ Olanda ,si sa, è un paese  con vedute molto più aperte delle nostre. e la mia scelta di non voler soffrire là sarebbe stata rispettata.
Ed invece no!!!! Quel primo giorno d’estate  dopo un lunghissimo viaggio in macchina,  sono arrivata a casa e ho dovuto rivedere tutti i miei piani: promettendo a mia figlia che avrei attraversato l’inferno, traghettata da Caronte, se fosse stato necessario, pur di vederla crescere. 
Quindi la prima cosa bella di Mela è che mi ha donato la vita! Mi ha fatta rinascere, quasi come io avevo fatto nascere lei solo 5 mesi prima.
La seconda cosa bella? E’ una bimba serena, nonostante sia stata tanto separata dalla mamma, nonostante abbia visto mamma attraverso uno specchio (pardon schermo) ha mantenuto una serenità invidiabile. Io con Melina ho sempre parlato chiaro, forse aiutata dal fatto che fosse persino troppo piccola, non ho tralasciato nessun dettaglio: Dalle polichemioterapie, con nomi strani, all’ospedale e i suoi “abitanti”. Le ho raccontato della marea di zii che si ritrova in quel posto, che cerchiamo di vedere ogni volta che possiamo (il più delle volte quando siamo in giro almeno due o tre li incontriamo). Le ho spiegato cosa faceva la mamma in ospedale e durante il ricovero per il trapianto le parlavo e le raccontavo di cosa aveva fatto quel giorno la mamma.
La sua serenità la dobbiamo tanto al suo papà, che con lei è stato meraviglioso e non le ha mai fatto mancare nulla ( anzi forse è più mammo di me), e ai nonni che si sono presi cura di lei quando il babbo ha iniziato a lavorare e mamma era in ospedale, per il trapianto. 
Il suo terzo pregio è la vivacità. Non sta ferma un secondo ( se non ora che non so perché dorme, ma aveva l’occhietto gonfio per la congiuntivite, quindi la lascio dormire), balla canta corre in ogni dove, tanto che diventa complicato portarla in giro perché lei vuole camminare da sola. E’ una bimba VIVA, certo vivace ma è davvero bello poterla vedere scorrazzare di su e di giù. E’ davvero bello vederla crescere perché  rappresenta la più grande delle mie soddisfazioni. Potrei dire vittoria, ma si sa, si è sempre sul chi va là e lo si sarà ancora per parecchio tempo, quindi mi godo i miei attimi e i miei grandi amori prima di qualunque altra cosa. 

Un’ emozione immensa

Il secondo giro del cerchio prevedeva che ognuno spiegasse come si era sentito o cosa aveva percepito durante il primo giro,. Ovviamente molti racconti toccanti e sentire ogni mamma o papà raccontare del proprio figlio o ogni figlio parlare dei propri genitori è stato davvero un’ emozione immensa.  Soprattutto a me ha sorpreso la capacità di tutti di ASCOLTARE. In un mondo che va sempre di fretta, che si sente e non si ascolta; è stato davvero fantasmagorico potersi perdere nell’ascoltare racconti e sentire suonare melodie talmente belle da essere disarmanti. 
Chissà di cosa si parlerà al prossimo incontro, io sono curiosissima!

Iscriviti alla nostra newsletter e unisciti agli altri iscritti.

Ti è piaciuto quello che hai letto? Condivilo

You Might Also Like...

No Comments

    Leave a Reply