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Alice nel Paese delle Meraviglie

Prima e Dopo il cancro : come sono cambiata

Una tisana bollente fuma di fianco, una coperta sulle gambe e ripenso al prima e al dopo quel lungo viaggio. in compagnia di Marla, il cancro

C’è una frattura netta tra chi ero prima e chi sono adesso.

Le cicatrici tornano a sanguinare quando meno te l’aspetti e quando accade fa male, parecchio male. Non ho cicatrici “visibili” agli occhi, ma enormi sul cuore.

Prima

Prima nulla era facile, ma quello non lo sarà mai, era solo tutto scontato.

Era scontato che per compiacere gli altri io perdessi di vista Me. Prima mi veniva naturale, mettere le mie cose in seconda posizione rispetto ai “grandi” progetti degli altri. Non avevo il coraggio di dire : “no senti questa cosa non mi va” “no guarda ho da fare, anzi ho di meglio da fare” .
Ho sempre avuto paura che la gente si offendesse se gli rispondevi di non avere tempo o peggio di non avere voglia.

prima e dopo come mi vedevo prima
prima e dopo: prima non credevo sarei stata così forte

Prima di Marla non sapevo di essere così forte. Mi arrendevo ancora prima di dire la mia.

Poche, molto poche, persone sapevano che cosa pensassi sul serio. La mia “voce” la conoscevano solo le persone a cui tenevo, e tengo, davvero e che mi conoscono come le loro tasche. Quante volte Davide mi ha “sgridato” perché mi ritrovavo a fare cose di cui non mi interessava solo per fare felici e compiacere gli altri… perchè come recita una canzone di Frenkie:

Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano

Frankie hi nrg

Ecco se penso all’ Alice di prima tra le cose che mi vengono in mente ce n’è una che spicca: ARRENDEVOLE.

No, non ero solo quello, sia chiaro, ma la sola idea di mettermi a fare parole, soprattutto negli ultimi anni, mi atterriva e così rinunciavo ancor prima di cominciare. O meglio, cominciavo ma cose che non erano mie, che mi toglievano energie e finivo con il fare le cose pe gli altri, anzichè per me. Se penso che ho iniziato un corso di foto e che non ho mai terminato perché “c’è da fare qui, abbiamo bisogno” mi metto a sudare per il nervoso.

Alcuni direbbero che l’ho fatto per sentirmi dire BRAVA.
No, quel brava sempre detto con estrema sufficienza, non bastava. Ma almeno non dovevo fare parole. “Toh sto facendo quello che volete, non rompetemi gli zebedei!”

Dopo

Dopo non è cambiato molto, ma sono diventata forte abbastanza da imparare a dire NO

Ho imparato a dire, o dare, la mia opinione, che ti piaccia oppure no, citando Maga Magò.

C’è una parte di me che non riesce, non vuole, o qualunque non passi per la testa, ricordare quello che c’è stato prima. No, non è rabbia, ma una sorta di saudade, come si direbbe se fossimo in una spiaggia bianca vista oceano mare. Non mi sono mai arrabbiata nemmeno quando mi si dicevano le più becere ovvietà (qui trovi le cose da non dire mai) ma un po’ se ripenso alla me di prima, con me un po’ mi verrebbe da arrabbiarmi. Mi prenderei a schiaffi e mi urlerei di svegliarmi!!!

Dopo realizzi che qui ed adesso è il tuo posto.

prima e dopo: ho imparato a far sentire la mia voce
prima e dopo : io ho imparato a far sentire la mia voce

Che svegliarsi la mattina nel tuo letto, anche con un piedino conficcato nei reni è già un regalo immenso.

C’è una cosa adesso che dopo ci sono e che per certi versi pesa: manca la spensieratezza.

Qualche giorno fa, mi arriva una vecchia foto (ah si anche vedere le foto di quel prima, non è che mi renda felice) e la mia bimba mentre l’ha guardata mi ha detto: “Mamma che bel sorriso che hai! in questa foto mentre guardi quel bimbo” . In quel momento una di quelle cicatrici che mi porto sul cuore ha iniziato a sanguinare.

Dopo perdi la spensieratezza.

Mela non ha mai visto un sorriso spensierato della sua mamma. Lei e Marla coesistono nelle mie vite dallo stesso momento e non è facile da spiegare. La sua mamma ogni volta che avvicina le labbra alla sua testolina per darle il bacio della buona notte fa fatica a non pensare a tutto quello che fa paura.

Non vuol dire non essere felice.

Non sono mai stata una persona triste, anzi, potrei fare invidia a Pollyanna ma manca quel pizzico di follia che spinge Timon e Pumba a cantare quella bella canzoncina che ti rimane in testa:

Hakuna Matata
Ma che dolce poesia
Hakuna Matata
Tutta frenesia
Senza pensieri
La tua vita sarà
Chi vorrà, vivrà
In libertà
Hakuna Matata

the lion King

Prima e dopo: pensieri sfuggevoli

Sono stati giorni un po’ complicati, un po’ pesanti. L’arrivo di nuovi controlli, fuori dalle aspettative non sono mai facili da digerire e essere arrivata a capire che c’è una crepa tra il prima e il dopo mentre riordino tutti i pensieri sfuggevoli un pochino mi rassicura.

Non sarà mai come prima, io non sarò mai più quella che ero prima.

C’è una cosa che posso fare, nonostante tutto R-ESISTERE ed essere felice. Non sarò spensierata ma so di essere felice.

Dopo ho scoperto che ho tante cose che mi piace fare. Ho scoperto che posso fare della mia vita qualcosa che piaccia a me e mi somigli.

Però c’è una cosa che SEMPRE sarà come dev’essere: quelle mani che mi stringono e mi scaldano il cuore sono state, sono e saranno sempre, a dispetto di tutto la mia ancora e il mio ancora.

Credo che ci siano eventi, di qualunque portata, che sanciscano un prima e un dopo, tu quale hai voglia di raccontarmi.

Aly

prima e dopo ma anche sempre NOI
prima e dopo, ma anche durante: : noi tre insieme. Noi la mia àncora e il mio ancòra
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