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Alice nel Paese delle Meraviglie

Profumo di scuola

Certo che la vita è strana, da quando ho 6 anni, io non ho mai smesso di avere a che fare con la scuola. Studentessa mediocre, potrebbe fare di più era lo slogan dei miei insegnanti.. Giuro che è una frase che ho usato pure io😅 Con la scuola ho sempre avuto un rapporto di odio e amore, sono sempre stata scostante come studentessa, tant’è che la mia amata prof di lettere delle medie sconsiglio ai miei di farmi fare il liceo classico, e la scelta ripeigó sulle magistrali.. Liceo sociposicopedagogico.. Ci voleva una laurea per pronunciare quel nome senza incespicare la lingua Tralasciando il mio excursus soprattutto in 4 e 5, dove trascorrevo più tempo fuori da scuola che dentro.. Entravo solo per farmi interrogare e fare i compiti in classe.. E ogni tanto perche mi toccava.. Ma passavo tutto il mio tempo a disegnare diari vari delle compagne, bozze di fumetti manga o murales.. Avevo sempre la matita da disegno in mano, se proprio non avevo carta su cui disegnare disegnavo il banco.. (credo che le bidelle mi abbiano odiato e non poco) Si finisce il liceo sociposicopedagogico con una valutazione buona.. E si sceglie l’università.. Scienze dell’educazione.. Recidiva ero… Non mi bastava la scuola, no.. Dovevo educare… Con l’utopia che sarei partita per andare a fare l’educatore come aveva fatto uno dei miei esempi ed eroii, Miloud, coi bimbi di Bucarest nelle fogne. Poi ovviamente scostante ero, e scostante era il mio modo di studiare, così cominciai a lavorare, sempre coi bimbi, animatrice e per una cooperativa cominciai a fare l’assistente all’handicapp nelle scuole. Contratto a tempo indeterminato a nemmeno 21 anni.. Lavorando nelle scuole, sempre iscritta all’università ho provato per gioco e su consiglio di una fantastica prof con cui lavoravo, a fare quella benedetta domanda per iscriversi nelle graduatorie come supplente. 13 anni fa la prima chiamata da una scuola, supplenza di una settimana.. Ci ho messo 10 minuti a riflettere di licenziarmi dalla cooperativa e accettare la supplenza. E da allora ho cominciato a fare la maestra. Girando tutta la provincia, accettando qualunque chiamata, anche di un giorno, resistendo quando mi sentivo andare giù . Mi piaceva quello che facevo, anche se da scuola io non ero mai uscita.. Da studente ad insegnante, tempo 0.. Eppure fare la maestra è una bella fetta della mia vita. Sono fortunata a fare il mestiere che ho scelto, sono fortunata a fare un mestiere che amo e che ancora mi consente di andare verso scuola trotterellando e saltellando. Mi manca, mi manca la mattina in cui arrivo correndo verso scuola e prendere i bimbi in fila ed arrivare in classe per fare l’appello. So che per certi versi stare a casa ora mi consente di fare la mamma cosa che è la mia più grande forza. Ma so che devo riuscire a guarire perché ho da portare avanti il mio grande sogno e la mia grande soddisfazione, fare la MAESTRA! Oggi sono passata da scuola a salutare le AMICHE (perché sono colleghe ma alcune sono davvero amiche) e entrare a scuola mi ha dato una bella botta. Mi sono davvero resa conto di quanto mi manchi stare alla cattedra, mi manca preparare le lezioni, mianca quella bella fetta della mia vita ma mi riprenderò anche quella.. Per ora.. Beh diciamo che posso godermi la maternità.. Una strana maternità ma mi godo la mia piccola Melina e mi godo la nostra stramba famiglia, due matti due gatti e una melina.. 🍎

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