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InsolitaMente in viaggio

Sopralluogo alla Big Bench

amiche alla big Bench

Ormai tutti conoscono il Big Bench Community Project, che vede l’installazione di Panchine Giganti nelle bellissime colline Piemontesi: delle Langhe Roero e Monferrato,

io e Sere sulla Big Bench

Il sopralluogo alla Big Bench numero 99, quella del mio paesello, è nato per caso, ma si è rivelata la ricetta perfetta per trasformare i brutti pensieri in una giornata positiva e di nuovo colorata.

Prendi un pomeriggio d’estate, la testa piena di pensieri, due amiche e un progetto fotografico da voler realizzare con Mela nella lavanda e in un posto che per me significa tanto, e così trovi la perfetta ricetta scaccia pensieri.

Avevo la testa ingarbugliata. Il giorno prima ricevo dei messaggi su instagram (ah mi seguite vero? Questo è il mio account) che mi mettono parecchia ansia e io che a fatica tengo a bada le mie di ansie, figurarsi quelle di qualcun altro, che per di più non conosco.

Certo, lo so, penserete voi, ma tu racconti, ci racconti i tuoi pensieri, ti sei esposta.
E lo faccio con piacere, anzi.
Ho tirato fuori parole coraggiose che di cuoraggio parlassero. Perché io per prima ne avevo bisogno, ma è anche vero che come parlo di #positivitàacolori, lo dico proprio perché non sempre è tutto arcobaleno, bello come i crini di un unicorno.

Come scrissi qualche giorno fa, ricordando il mio incontro con Marla, avvenuto proprio nella giornata nazionale contro le Leucemie Linfomi e Mielomi è esattamente ciò che penso: quando quelle sei lettere che compongono la parola cancro ti si cuciono sulla tua pelle, lasciano cicatrici enormi che faranno male per parecchio tempo.

Partiamo direzione Cuccaro: io e Sere verso la big bench

Il primo pomeriggio, dopo la nanna, io e Mela facciamo la nostra prima merenda con le amichette, lei con Alice e io con la sua Mamma. Mela che da dispotica nanetta che la prima volta che giocava con Alice era insopportabile, ora le dà la mano, gioca e si rende conto che Alice è più piccina, mi fa tenerezza.

Io e Giulia, dopo mesi lontane, dopo innumerevoli messaggi finalmente una passeggiata insieme, le chiacchiere, parlando del più e del meno, del suo ritorno in ambulanza, la mia amica è infermiera nel 118 e durante l’emergenza era in centrale, ora torna in vettura. (qui trovate un articolo molto bello sulla sua storia) ed io invece in modalità smart torno a scuola, ma questo lo sapete. Insomma torniamo a piccoli passi ad una sorta di normalità.

E così il primo pomeriggio tra chiacchiere, giochi e mitigare bisticciate tra bimbe passa che è un piacere. Già così la mia anima si rifocilla!

Sono le 6, arriva Sere!

E dopo la merenda e i giochi, arriva Sere, prendiamo la macchina e andiamo su al mio paesello.
Non ho detto nulla nemmeno alla mia Mamma, ho bisogno d’aria.

Arriviamo in paese e non resisto al primo incontro abbraccio una delle mie ematoallegre. Sì, una delle mie infermiere meravigliose abita a Cuccaro e quel sorriso senza camici verdi, senza Gigino (il mio bastone della flebo) e quindi senza cateteri venosi, senza fili e senza l’ansia di Marla è già un toccasana.

panorama di Montalto , poco prima della big bench 99

Poi lo dico, senza nessuna remora, dopo l’ultima visita, quella prima del complemidollo, la mia voglia di vivere è cambiata!

Io e Sere ci mettiamo in cammino, saliamo sul cucuzzolo di Montalto ( il rione del paese dove è situata la panchina gigantesca)
Serena ha la macchina fotografica in mano, fotografa tutto, a me sembra strano, quei posti per me sono la normalità assoluta. Quelle viste sono un abitudine e so che ha ragione lei, dovrei riabituare gli occhi alla bellezza. Faremo questo esercizio, ma nel frattempo io avevo in mente il sopralluogo.

Arriviamo alla Big Bench

Serena nel campo di lavanda alla Big Bench

Arrivare su, per chi come me non è proprio allenatissimo un po’ di fatica si fa, ma arrivare in QUEL posto è qualcosa di fantastico.

La Big Bench numero 99 è su all’acquedotto, certo ora ha un nome più poetico per chi non è del posto, ma quel luogo per me è e rimarrà l’acquedotto.


Lì, da ragazzette io e Ely andavamo a veder le stelle la notte di San Lorenzo. Lì ci scambiavamo i segreti e ci confidavamo le prime cotte, ci raccontavamo del primo amore. Insomma quello non è un posto come gli altri, per me quello è un posto speciale, con o senza Big Bench, ma non divaghiamo.

La Big Bench Lilla

La Big Bench è Lilla, ma proprio lilla e a fare da contorno poco dietro, uno splendido pezzetto di campo di lavanda.
Complimeti ai ragazzi che hanno fatto un lavoro enorme in quel posto, a chi si occupa della lavanda, a chi l’ha installata e al mio paesino Cuccaro Monferrato, che è un gioiellino su quelle colline.

Io e Sere, scattiamo foto, io studio spazi, ritrovo ricordi, immagino e progetto le foto che fra qualche giorno verrò a fare con Mela e marito.

Ma soprattutto, le chiacchiere, le confidenze, la voglia di allontanare quei pensieri cattivi diventano un regalo meraviglioso e i miei pensieri pian piano si sbrogliano come se quella matassa non fosse mai esistita.

Un pomeriggio meraviglioso, come meraviglioso rimettermi in macchina, rientrare a casa e riabbracciare Marito e Mela.

Questa sera vado a letto più tranquilla, più serena, felice e sorridente.

Nel mio paese di Big Bench ce ne sono due, una lilla e una blu, devo attrezzarmi e fare un sopralluogo anche in quella blu, sempre con le amiche prima di decidermi a fare le foto con Mela e Marito , mi sa. Per ora la Big bench numero 99 ha un che di magico.
La mia prima Big Bench ma è la Panchina Gigante nel mio posto nel Mondo.

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